Al Don Milani il progetto Dada. In campo anche la Bcc del Garda

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Al momento in cui scriviamo queste righe ancora non conosciamo i particolari tecnici dell’operazione, perché verranno presentati più avanti (ne riparleremo sul prossimo numero). Siamo però in grado di anticipare che l’istituto di istruzione superiore Don Milani di Montichiari sta lavorando ad un progetto davvero innovativo, destinato (non che ce ne fosse bisogno, intendiamoci) a rilanciare nuovamente questa grande e importante scuola della Bassa.

Per capire di che si tratta bisogna considerare il fatto che gli studenti, quindi la scuola, in questi ultimi ani sono cambiati. Di più: continuano a cambiare. Col risultato che, purtroppo, la scuola, che dovrebbe precorrere i tempi e fare da battistrada, si trova spesso e volentieri ad inseguire. Ergo: c’è bisogno di «svecchiare» non solo i programmi, ma anche e soprattutto i metodi di insegnamento. C’è bisogno di svecchiare la scuola, insomma, magari introducendo nuove strategie per coinvolgere gli studenti.

In una di queste è impegnato il succitato Don Milani di Montichiari, la cui dirigente Claudia Covri, naturalmente insieme con collaboratori ed insegnanti, ma anche affidandosi ad esperti, sta lavorando al cosiddetto metodo Dada, acronimo che sta per Didattiche per ambienti di apprendimento. Progetto che prevede l’allestimento di aule personalizzate.

«Aule – spiega Claudia Covri – che si trasformano in attivi e stimolanti laboratori, con studenti in movimento fra una classe e l’altra. È il metodo scandinavo di organizzazione degli spazi, che sta portando anche in Italia una visione di scuola alternativa: una scuola dove sparisce l’aula concepita come spazio omologato, sempre uguale nel corso dell’anno e per tutte le materie, in cui l’alunno entra la mattina ed esce dopo le canoniche ore di lezione; una scuola che si trasforma in un ambiente accogliente, in cui il movimento è libero e la tecnologia indispensabile».

Sia il metodo Dada, dunque. Naturalmente è facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Tant’è vero che, affinché questo progetto vada a regime, serviranno almeno tre anni. Comunque a settembre si dovrebbe partire, poi, un po’ alla volta, con tenacia, passione, volontà e soldi…

A proposito di soldi: ovviamente servono pure quelli. Ed è qui che entra in gioco la Bcc del Garda, che ha deciso di aiutare la scuola superiore di Montichiari. In pratica, la banca ha emesso un certificato di deposito solidale a beneficio del Don Milani, dedicandolo al progetto di riorganizzazione degli spazi scolastici. Bcc del Garda si impegna a devolvere una quota di quanto sottoscritto dalla clientela a favore dell’Istituto, con l’obiettivo di dare un supporto concreto alla realizzazione del progetto Dada. MTM

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