Tempo di lettura: 1 minuto

Immaginando Rovato in un futuro prossimo. 

Domenica 30 Giugno 2080, “Paese Mio” si può leggere in tutte le lingue del mondo tramite una immagine olografica tridimensionale che riproduce il rumore delle pagine ed il profumo della carta stampata mentre in TV i mezzobusti sono robot del tutto simili agli umani. È tempo di elezioni e lo spoglio dei voti espressi telematicamente si è appena concluso riconfermando in tempo reale il sindaco uscente, una donna di colore molto in gamba che ha fatto tanto per il nostro paese, in cui il servizio pubblico è stato ampliato e raggiunge tutte le frazioni con partenze ed arrivi ogni quarto d’ora, riducendo notevolmente il traffico automobilistico con buona pace di tutti. 

La raccolta differenziata ha cambiato nome in intelligente, nel senso che quanti non la fanno ci guadagnano niente: si autofinanzia con il recupero delle materie prime e noi riceviamo bonus proporzionati alla qualità e quantità, da spendere dove vogliamo. 

Tutta l’energia impiegata proviene esclusivamente da fonti rinnovabili e ciò vale per l’industria come i veicoli, d’altronde non c’era altra scelta per continuare ad ammirare un cielo azzurro ed un futuro roseo. 

Guardando invece indietro quante cose sono state fatte e quante invece no ma se talvolta manca la lungimiranza è pur vero che col senno di poi tutti sono capaci di trovare le soluzioni migliori. La nostra Rovato è sempre molto bella ed il tempo la rende ancor di più ma…cosa vedo? 

Al posto dell’osteria centenaria dove si è soliti giocare a carte ora intendono costruirci un mega fast food! Certe cose, possono passare anni oppure secoli, non cambieranno mai.

Giuseppe Agazzi