La mozione sul fine vita, presentata dal Comitato Civico per Fraccaro nel Consiglio Comunale di mercoledì 2 aprile, ha visto per una volta unite Maggioranza e Opposizione ed è stata approvata con 12 consiglieri favorevoli su 14. Gli unici due voti contrari sono arrivati dalla Lega con il capogruppo Paolo Pezzaioli e la Presidente del Consiglio Elena Gamberoni che hanno espresso il loro fermo no al suicidio assistito, ribadendolo anche tramite social. «Per me la vita è un dono che deve essere preservato in ogni sua fase con rispetto e dignità dall’inizio alla fine – ha dichiarato Gamberoni – I principi cristiani, che guidano la mia visione della vita, mi insegnano che Dio è l’autore della vita e solo Lui può determinarne il termine». «Premetto che parlo a titolo personale – le ha fatto seguito Pezzaioli – rispetto le opinioni e le sensibilità di tutti poiché questo tema non può essere trattato con leggerezza ma bensì con la giusta dose di rispetto per le persone, per la sofferenza e per i valori che costituiscono la nostra comunità. Io da cristiano credo che Dio ci abbia donato un’anima, la vita e la capacità intellettiva per migliorarla, prolungarla e diminuire la sofferenza ma che solo Lui può determinarne la fine. Pensare che qualcuno oltre a Dio possa determinare il come e il quando porre fine a una vita é inaccettabile e per questo il mio voto a questa mozione è stato contrario. Detto questo, non si può restare indifferenti al dolore e alla sofferenza che molte persone affrontano negli ultimi giorni della loro esistenza, per questo, auspico che chi di dovere aumenti le risorse per la medicina palliativa, alla ricerca per migliorarla e per il sostegno psicologico affinché siano accessibili a tutti coloro che ne hanno bisogno» «La mozione riguardava il tema del “Fine vita” e intendeva impegnare il Consiglio Comunale ad attivarsi presso il Parlamento e presso ogni altra competente sede, per sostenere con forza la necessità di provvedere quanto prima ad approvare una buona legge sul fine vita, che definisca con chiarezza i requisiti e le modalità di accesso alla morte volontaria medicalmente assistita – ha voluto chiarire Mario Fraccaro promotore della mozione – La mozione ha richiamato la sentenza 242/2019 della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il divieto assoluto di cui all’articolo 580 del codice penale, dichiarando quindi legale l’aiuto medico per il fine vita fornito a persone maggiorenni in determinate condizioni. Naturalmente la Corte ha previsto pesi e contrappesi giuridici per evitare abusi. Nella mozione sono stati richiamati: la piena capacità di prendere decisioni libere e consapevoli; l’essere tenuti in vita da trattamenti artificiali di sostegno vitale; l’essere affetti da una patologia irreversibile e portatrice di intollerabili sofferenze fisiche o psichiche. Tali condizioni devono essere verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente. La mozione aveva come obiettivo quello di sollecitare il Parlamento a legiferare in materia secondo le indicazioni della Corte Costituzionale»
Marzia Borzi








