La sigla, Cag, non è un granché.

Cag, però, è l’acronimo di Centro di Aggregazione Giovanile, uno spazio polifunzionale riservato ai giovani, in cui gli stessi possano incontrarsi e intrattenersi per sviluppare competenze in attività di tipo creativo, culturale, ludico, di informazione e di formazione finalizzate alla promozione dell’agio e alla prevenzione del disagio.

Il Cag, insomma, è un luogo in cui si lavora mirando all’empowerment delle competenze giovanili, utilizzando le metodologie della programmazione dal basso, della progettazione partecipata e dell’educazione tra pari. 

In parole povere, spazi in cui si promuove l’aggregazione intorno ad attività comuni.

In questo contesto l’aggre-gazione giovanile costituisce un significativo livello di protagonismo dei giovani e di prevenzione del disagio.

Per dirla ancora più chiaramente, il Cag è un servizio pubblico, a carattere aggregativo, educativo e territoriale, fruibile da bambini, preadolescenti adolescenti e giovani; è gestito da educatori professionali, dedicati alle specifiche fasce d’età, coordinati da un responsabile di servizio. 

Il Cag opera in un’ottica di integrazione sociale sulla base della costruzione di relazioni educative significative, basandosi sul valore dell’unicità della persona. 

Per le famiglie rappresenta un supporto concreto ed efficace che le accompagna nell’esercizio del loro ruolo educativo e, più in generale, della quotidianità.

Questo preambolo ci è sembrato opportuno prima di annunciare che anche l’anno scolastico 2019/2020 le parrocchie di Santa Maria Assunta, San Lorenzo e San Giovanni ripropongono la felice esperienza dei Centri di aggregazione giovanile. Lo stabilisce una delibera della giunta comunale, con la quale l’amministrazione comunale ha approvato tre distinte convenzioni che regolano «la gestione degli interventi a favore dei minori e delle famiglie» e che prevede lo stanziamento di 226.000 euro erogati dal Comune a (parziale) copertura degli oneri sostenuti dai tre enti ecclesiastici.

Nello specifico, la parrocchia di Santa Maria Assunta metterà a disposizione 180 posti al Centro Giovanile, la parrocchia di San Lorenzo 90 posti a Novagli, la parrocchia di San Giovanni Battista 40 posti.

«Il Cag è un servizio importantissimo per le famiglie – assicura l’assessore ai Servizi Sociali Barbara Padovaniche non deve essere visto come un parcheggio, ma come momento di aggregazione, di confronto e scambio. 

Le fasce d’età a cui si rivolge questa opportunità sono quelle che, nella maggior parte dei casi, hanno come consolidato l’utilizzo dei social quale metodo principale di comunicazione: offrire loro del tempo da condividere con i tutors che impediscono l’utilizzo degli smartphones, ma incentivano la comunicazione verbale e il gioco diventa determinante per la loro formazione al fine di contribuire a renderli degli adulti attivi nella società.

Ecco perché non solo non abbiamo avuto dubbi nel rinnovare questa convenzione, ma si sta anche pensando ad altre forme di servizi post scuola per i prossimi anni».

MTM