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Mentre eravamo in tutt’altre faccende affaccendati (mare, montagna, laghi, vacanze…) all’inizio della terza decade di agosto la Bassa, e Montichiari in particolare, sono stati testimoni di una bellissima impresa: la «camminata» (circa 1.000 chilometri: da Verona a Parigi) di Fabrizio Amicabile, un runner che ha fatto questa passeggiatina per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche per raccogliere fondi, da investire nella lotta alla Sla.

Mentre scriviamo queste righe (siamo a pochi giorni dalla partenza), la camminata di Amicabile, che non è nuovo a queste imprese, è ancora in corso. 

E’ però presupponibile che, se tutto andrà come dovrebbe, quando questo numero di Paese Mio sarà nelle mani dei lettori il succitato corridore sarà arrivato a destinazione, o quasi. 

Questo non significa che i nostri lettori non possano partecipare: non alla corsa, ma alla lotta contro la Sla. Per fare questo basta una donazione: la cosa è possibile anche collegandosi al sito:

www.unacorsaperlasla.it.

In attesa di eventuali donazioni, ricordiamo che i pazienti affetti da Sla patiscono una degenerazione progressiva del motoneurone centrale e periferico, con un decorso del tutto imprevedibile e differente da soggetto a soggetto, con esiti disastrosi per la qualità di vita oltre che sulla sua sopravvivenza.

Le conseguenze di questa malattia sono la perdita progressiva e irreversibile della normale capacità di deglutizione (disfagia), dell’arti-colazione della parola (disartria) e del controllo dei muscoli scheletrici, con una paralisi che può avere un’estensione variabile, fino ad arrivare alla compromissione dei muscoli respiratori, quindi alla necessità di ventilazione assistita e in seguito alla morte.

La Sla in generale non altera le funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali del malato: è annoverata come malattia rara nell’elenco delle malattie croniche invalidanti stilato dal Ministero della Salute.

La Sla è una patologia rara (incidenza: 1-3 casi ogni 100.000 individui all’anno) e, nella quasi totalità dei casi, sporadica (le forme familiari sono circa il 10% del totale dei pazienti).

Verosimilmente si tratta di una malattia ad origine multifattoriale; attualmente le ipotesi più accreditate per spiegare la degenerazione neuronale sono due: un danno di tipo eccitotossico, dovuto ad un eccesso di glutammato, e un danno di tipo ossidativo, dovuto ad uno squilibrio tra sostanze ossidanti e sostanze riducenti nel microambiente che circonda i motoneuroni colpiti. 

MTM