QUATTRO CHIACCHIERE CON ANGELO BERGOMI – CAPOGRUPPO PD ROVATO (ex candidato sindaco di PD-Rovato Civica- Rovato e frazioni Insieme)

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1) Partiamo subito dalla vostra lista; le vostre attività – oltre a quella istituzionale in consiglio comunale – come, quando e se sono in grado di farsi sentire sul territorio rovatese? 

Il circolo del Partito Democratico rovatese non ha mai smesso di proporre iniziative e promuovere le proprie istanze sul territorio: dalle tematiche di carattere locale a quelle di caratura nazionale e internazionale. In corso Luglio, ad esempio, abbiamo inaugurato un percorso sulla “Legalità” presso la nostra rinnovata sede di Piazza Palestro 18: abbiamo discusso dell’importanza della legalità all’interno delle istituzioni e del salto culturale che dovrebbe fare la società tutta per riconoscerne il valore.  Lo abbiamo fatto proiettando un approfondimento sull’impegno civile di Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e presidente nazionale di Libera, da 29 anni sotto scorta per le sue denunce del malaffare mafioso anche al Nord. Ottima è stata la risposta dei cittadini in termini di presenza all’iniziativa. Subito dopo la pausa estiva proseguiremo con altri appuntamenti sul tema rivolti a tutti i cittadini, non solo ai nostri iscritti/simpatizzanti. Riteniamo, infatti, la sensibilizzazione su argomenti come questo di primaria importanza e un dovere da parte nostra promuoverla.

 2) Come vede la Giunta Belotti dopo 3 anni di mandato? 

Siamo ormai oltre la metà del mandato amministrativo, un tempo più che sufficiente per trarre dei giudizi. Noi riteniamo l’attività dell’amministrazione comunale rivolta esclusivamente alla gestione delle contingenze ma con poca visione per il futuro. Elettoralmente può anche pagare realizzare piani asfaltature faraonici ma qual è l’idea della Rovato futura che ha questa amministrazione comunale? Noi non lo abbiamo ancora capito. Inoltre, cambiare due assessori al bilancio in soli otto mesi, puntellare la maggioranza facendo entrare in giunta un esponente di una lista che dovrebbe essere di opposizione è sintomatico di una precarietà amministrativa che una cittadina di 20.000 abitanti non dovrebbe subire.

 

3) Ha letto il libro “Burattinai e galoppini: i retroscena della politica locale” di cui si è parlato nel recente passato/presente rovatese? Se si, cosa ne pensa? 

Sì, l’ho letto. Certamente apprendere dalla stampa locale che il libro sarebbe stato scritto in collaborazione con l’ex assessore rovatese al bilancio Marianna Archetti e che le storie narrate sarebbero “..ispirate a fatti realmente accaduti..” fa pensare. Qualunque sia l’amministrazione a cui si ispiri, il libro parla di dinamiche politiche molto gravi in cui per qualcuno mettere piede nelle istituzioni sarebbe solamente propedeutico per servirsene a fini personali. Bisognerebbe riflettere molto su chi si manda con il proprio voto nelle istituzioni.

 4) Quali sono i “temi caldi” nella e della Rovato di oggi secondo lei?

Sono principalmente due. Il futuro di Cogeme e la necessità di migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini.  Dopo l’operazione industriale che ha riguardato il gruppo LGH un anno e mezzo fa si pongono di fronte a Cogeme delle possibilità assolutamente da cogliere per valorizzare i quarant’anni di attività sul territorio della società. Mi aspetto che il Comune di Rovato, azionista di maggioranza relativa, con autorevolezza sia in grado di spronare gli amministratori designati a definire obiettivi concreti e realizzabili con importanti ricadute occupazionali sul territorio. In secondo luogo una cittadina delle dimensioni di Rovato deve sapersi dotare di servizi adeguati ai tempi e alle mutate esigenze della popolazione. Una migliore qualità della vita passa da un seria politica di riqualificazione del tessuto urbano, non certamente dalla concessione di nuove aree edificabili, stante il 17% di immobili invenduti e sfitti attualmente presenti a Rovato. Serve un miglioramento della mobilità urbana (soprattutto nell’asse capoluogo-frazioni); è necessario anche essere presenti ai tavoli che contano per i progetti di mobilità in ingresso a Brescia città da Ovest, fino ad oggi invece disertati. Infine necessitiamo di politiche attente all’ambiente e che valorizzino l’agricoltura, ancora di grande importanza a Rovato. E’ impensabile assistere passivamente a progetti dal grave impatto ambientale come gli impianti di betonaggio e di trattamento rifiuti ipotizzati nel bacino della cava Bonfadina a poche centinaia di metri da Lodetto.

Mauro Ferrari

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