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Professoressa Alghisi sono già due anni che riveste il ruolo di dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Manerbio, che comprende i plessi scolastici di Manerbio e Offlaga. Un incarico molto importante e impegnativo. 

Dirigere un istituto scolastico è sicuramente sfidante! Molte sono, al giorno d’oggi, le incombenze burocratiche che richiedono energie, ma il cuore della scuola è un altro. 

È importante definire una rotta e soprattutto seguirla con passione.

Il piano triennale dell’offerta formativa è ben chiaro: in questi anni si sono individuate le seguenti direzioni educative: – IDENTITA’ per realizzare il miglior se stesso possibile – CITTADINANZA intesa come cura di sé, degli altri e dell’ambiente per favorire forme di cooperazione e di interazione democratica, partecipazione efficace e costruttiva alla vita sociale e lavorativa, dialogo tra le diverse identità e valorizzazione delle radici culturali di ogni studente – COMPETENZE al fine di potenziare le competenze culturali, professionali e organizzative della Scuola – INCLUSIONE intesa come valorizzazione delle potenzialità di ciascuno.

Del resto l’IC di Manerbio è Scuola Polo Inclusione: le referenti del CIT (centro intercultura), l’insegnante Alessandra Albini, e del CTI (centro inclusione), l’insegnante Liliana Baldo, sono punto di riferimento nell’Ambito 10 della Bassa bresciana sia per la formazione che per le Buone pratiche inclusive.

Qual è la linea didattica che viene seguita nella sua scuola?

Le indicazioni nazionali del 2012 sono il nostro punto di riferimento. Da alcuni anni si è creato un curricolo verticale per i nostri alunni dai tre ai quattordici anni. Quest’anno gli insegnanti sono impegnati in una revisione dello stesso, alla luce delle otto competenze chiave e di cittadinanza del Parlamento europeo: competenza alfabetica funzionale; competenza multilinguistica; competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria; competenza digitale; competenza personale, sociale e capacità di imparare ad imparare; competenza in materia di cittadinanza; competenza imprenditoriale; competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali. Un’impresa che vede all’opera tutti i docenti che, suddivisi in gruppi di lavoro, individuano le competenze che gli alunni devono raggiungere nelle varie discipline, riferite alle dimensioni di conoscenze, abilità ed atteggiamenti. È importante questo momento di riflessione, perché permette di orientare la didattica e finalizzarla alla promozione delle competenze fondamentali per ogni disciplina.

Si parla spesso di didattica innovativa. Cosa significa per lei? Si sta già attuando nell’istituto?

La didattica per competenze che l’istituto mette in atto richiede ambienti di apprendimento innovativi.

Lo scorso anno scolastico, attrezzando tutte le aule della scuola primaria di Manerbio con monitor touch, si è raggiunto l’obiettivo di una LIM-monitor touch per classe nella scuola primaria e secondaria, utile non solo per il registro elettronico, ma anche per impostare una didattica che veda gli alunni protagonisti attivi. Nella scuola secondaria di Manerbio e Offlaga l’organico dell’autonomia ha permesso di organizzare attività di laboratorio scientifico, coding, giochi matematici, anche in collaborazione con l’IIS Pascal/Mazzolari.

La scuola ha una funzione formativa ma ha anche una funzione educativa. Quest’ultima può essere, forse, la più difficile da perseguire. Quali sono i capisaldi fondamentali per una buona educazione dei nostri bambini?

La scuola educa, istruendo. A tal fine è determinante, sin dall’infanzia, l’alleanza educativa con la famiglia. Grande rilievo hanno i “patti educativi e di corresponsabilità” che vengono sottoscritti tra scuola e famiglia.

I due collaboratori del dirigente, le insegnanti Piera Marchesi e Emilia Farina, con i referenti di plesso, le funzioni strumentali e i responsabili del “piano di miglioramento della scuola” lavorano con la dirigenza per realizzare concretamente questa collaborazione. Gli insegnanti, inoltre, dimostrano grande professionalità, affrontando  quotidianamente nella classe le sfide educative e mettendo gli alunni nelle condizioni migliori per valutare criticamente ogni aspetto della realtà.

Il bullismo è una preoccupante realtà già sui banchi delle classi prime della primaria. Come si è articola l’azione di intervento congiunta tra scuola e famiglia?

Le Reti scolastiche sono un’ottima occasione per creare sinergia e diffondere buone pratiche. “Occhio alla rete”, di cui l’istituto comprensivo di Manerbio è capofila, è una Rete di scopo (Istituto Comprensivo di Manerbio, l’Istituto di Istruzione Superiore “Pascal – Mazzolari” e le Scuole Parrocchiali di Manerbio, i Comuni di Manerbio ,Offlaga e Verolanuova , il CRIAF, gli Oratori e le Associazioni Genitori), nata lo scorso anno per prevenire e contrastare il bullismo. Nella seconda annualità, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia, si prevedono i seguenti incontri:

• Martedì 16 aprile – ore 20.30 – Auditorium Is Mazzolari, Verolanuova: Proff. Muzzolini e Cremonesi – Consulenti cinematografici, “Immagini per non cadere nella rete”.

• Venerdì 3 maggio – ore 20.30 – Aula Magna Scuola Primaria, Manerbio: Dott. Ozenda – Consulente informatico “Educazione Digitale”– Genitori scuola secondaria di 1° e 2° grado.

• Sabato 4 Maggio ore 9.30 – Aula Magna Scuola Primaria, Manerbio: Dott. Ozenda – Consulente informatico “Educazione Digitale” Genitori scuola dell’infanzia e primaria

• Giovedì 9 maggio – ore 20.30 –  Aula Magna Is Pascal Manerbio: Dott. Simeone, Direttore della Cattedra Unesco Education for Human Development and Solidarity among Peoples, Università Cattolica del Sacro Cuore – Brescia, “Giovani 2.0 alla ricerca del senso della vita”.

Anche per affrontare le questioni singole la scuola ha un ruolo primario, mettendo in campo tutte le risorse: coinvolgimento in primis delle famiglie, ma anche dello sportello di ascolto, delle agenzie educative (CAG..) e degli Enti territoriali (Comuni, NPI).

Quali sono i progetti futuri per l’istituto comprensivo di Manerbio?

Molti sono i progetti “in cantiere”, ma questi avrebbero vita breve se non fossero inseriti in un contesto di più ampio respiro. 

Alcuni hanno ormai una tradizione- progetto affettività, progetto ambientale, lettura, laboratori teatrali, tutor sportivo, esperto di musica alla scuola primaria, – altri si stanno sviluppando in questi anni: FAMI, “English for every-body”, robotica educativa, preparazione ai giochi matematici, “Offlaga scuola più” (aiuto allo studio pomeridiano per gli alunni della scuola secondaria di Offlaga ).

Il FAMI (fondo asilo migrazione e integrazione) è un progetto promosso dal-l’azienda Territoriale per i servizi alla persona (Ambito 9 – Bassa bresciana centrale), in collaborazione con Regione Lombardia e cofinanziato dall’UE. Per quanto riguarda la scuola, questo progetto ha come obiettivo l’accoglienza dei minori stranieri e delle famiglie attraverso interventi organizzati e strutturati di mediazione linguistico-culturale. 

Le diverse azioni promosse nel progetto qualificano il sistema scolastico che fa parte di una rete collaborativa territoriale che agisce in contesti sociali multiculturali. 

Gli istituti scolastici coinvolti (comprensivi e d’istruzione superiore) sono afferenti ai Comuni dell’ambito 9. 

Nel corrente anno scolastico le scuole sono state coordinate dai nostri centri inclusione e intercultura. Nel prossimo anno agiremo in una rete territoriale ancora più organizzata. 

La giovane madrelingua inglese che proviene dal-l’università di York e che coinvolge le nostre classi per 240 ore nei mesi di marzo-maggio è una delle “finestre sul mondo” che offriamo ai nostri alunni. È certamente un supporto per preparare i ragazzi alle prove Invalsi, ma ancor più è un aiuto a sviluppare la seconda delle competenze europee, quella multilinguistica.

Il PNSD (Piano nazionale scuola digitale) ci ha spronato ad investire nel digitale, visto come opportunità per ciascuno. 

I formatori del corso che si sta svolgendo in questo periodo mostrano quanto sia inclusiva la robotica educativa: è una modalità didattica che coniuga innovazione, educazione e inclusione, favorendo un apprendimento attivo ed utilizzando il lavoro cooperativo, secondo la metodologia costruttivista e inclusiva del “learning by doing”.

E in conclusione, quale è il compito della scuola italiana oggi? 

Educare insegnando richiede un grande impegno. Insegnare è lasciare un segno. Rimettere al centro l’insegnamento, capace di stimolare “sete e passione di conoscenza”, è un compito che la scuola, come comunità educante, deve e può affrontare in sinergia con la famiglia e le varie agenzie educative. 

La scuola deve mirare a potenziare quelle competenze fondamentali che non sono spendibili solo nella scuola e che concorrono alla formazione integrale della persona, centro dell’azione educativa, al fine di favorire il successo formativo di tutti e di ciascuno. 

Ai docenti viene chiesto di mettersi in gioco con i ragazzi, il loro destino e le loro aspettative. 

È fondamentale lo sguardo di un adulto che si prenda cura di chi gli è affidato:solo dentro un rapporto vero ciascuno può esprimere al meglio le proprie capacità.