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La storia è di quelle che fa emozionare, per chi ha fede. Alcuni mesi fa una bambina di Orzinuovi, Matilde, che ora frequenta la prima media, ha scritto di suo pugno al Pontefice.

La piccola ha un fratellino di 22 mesi che soffre di problemi cardiaci, già operato due volte a cuore aperto, una delle quali a pochissimi giorni dalla nascita. 

Spinta dalla fede sua e della famiglia, ha preso carta e penna e ha steso una lettera per il Papa, perché la ricevesse e pregasse per la guarigione del fratellino Vittorio.

Papa Bergoglio, come è nella sua natura, non è rimasto insensibile ad un grido di aiuto come questo, lanciato da una bimba con un fratellino malato. 

Alcune settimane e nella cassetta della posta della famiglia orceana la risposta non ha tardato ad arrivare. 

Tramite monsignor Paolo Borgia, assessore della segreteria di Stato del Vaticano, Bergoglio ha risposto alla lettera:

“Cara Matilde, Papa Francesco ha letto con attenzione la lettera nella quale hai chiesto il sostegno della Sua preghiera per l’amatissimo Vittorio.

Grato per l’attestato di filiale confidenza, il Santo Padre assicura un particolare ricordo all’altare e ricorda che il Signore ci ha dato un Angelo custode, da quando siamo piccoli fino a che siamo anziani.

Il Signore lo ha dato perché ci aiuti nella vita. 

Ognuno ha il suo. Abituiamoci a parlare con il nostro Angelo, perché ci custodisca e ci porti a vincere sempre nella vita”.

Un chiaro messaggio di conforto e di speranza quello del Pontefice, che nella persona di mons. Borgia ha continuato dicendo:

“Il Papa è ben lieto di concedere la benedizione del Sommo Pontefice nella udienza generale del mercoledì.  

Mentre chiede il favore di pregare anche per Lui, Sua Santità volentieri ti benedice insieme ai genitori, a Vittorio, a Filippo e alle persone care”

Nella lettera c’erano anche corone del rosario benedette e alcuni doni “con l’auspi-cio di camminare sempre nella via della bontà, della gioia e della pace”. 

Il papà Manuel, la mamma Elisabetta e i tre bambini, non hanno esitato a rispondere all’invito e mercoledì 11 settembre eccoli seduti nella piazza San Pietro, presenti in prima fila con un posto di privilegio, riservato per una carezza del Papa, che alla fine dell’udienza non si è fatta attendere. 

Il Pontefice si è avvicinato e ha posto la mano sulla testa del piccolo Vittorio e dei suoi fratellini:

“Che bella famiglia! – ha esclamato e mentre il padre del bambino gli raccontava i problemi di salute del figlio, Lui li rincuorava con una carezza e una promessa:

“Lo ricorderò, pregherò per voi e per lui e anche voi pregate per me”.

Commozione, un’emozione forte e tanta gioia hanno coronato la storia di fede di questa famiglia orceana, che sul capo del piccolo Vittorio sente ancora quella carezza.

La carezza dell’amore e della speranza.

sp