«Il prossimo 25 Aprile, 75° anniversario della Liberazione, è giornata di festività nazionale. In tale occasione sono previste celebrazioni ufficiali e l’imbandieramento civile degli edifici pubblici con bandiera italiana ed europea. Sugli edifici già quotidianamente imbandierati possono essere esposti ulteriori esemplari della bandiera nazionale e di quella europea. Al fine di evitare assembramenti, le cerimonie in sede locale, coordinate dai Signori Prefetti con l’eventuale partecipazione di un rappresentante dell’Anpi, dovranno limitarsi alle deposizioni di corone presso monumenti ai caduti o luoghi simbolo, con l’eventuale impiego di un trombettiere senza la presenza di picchetti militari».
Circolare, questa firmata dal Sottosegretario Roberto Garofoli, che, scritta in perfetto burocratese, fa sorridere.
Non a caso il sindaco Marco Togni (nella foto) ha bonariamente commentato: «Scritta così, sembra che il membro dell’Anpi debba aiutare il Prefetto a coordinare le cerimonie. Il sindaco manco è citato e tanto meno le cerimonie comunali. Il trombettiere, se c’è, depone lui la corona senza la presenza dei picchetti».
Togni ha ragione.
Ma c’è di peggio, anche in altri campi. Sì perché, oltre alle circolari (potremmo proporne alcune uscite dalle presidenze di alcune scuole, ma sorvoliamo per amor di patria), in Italia ci sono molti «avvisi» non troppo chiari.
Prendete, ad esempio, i cartelli stradali.
Avete presente quello che, sui fianchi delle montagne, grida «Attenzione, caduta massi»?
Ecco, questa è una di quelle segnalazioni che ci mettono in crisi.
La domanda è semplice: come dobbiamo comportarci quando vediamo quel cartello? Dobbiamo inchiodare? Idea non troppo buona, perché c’è il rischio di essere tamponati.
Dobbiamo rallentare?
Si può fare, ma è pericoloso, perché rallentando impiegheremo più tempo a percorrere il tratto di strada, quindi, statisticamente, ci sono più probabilità che una pietra ci cada in testa… Allora dobbiamo accelerare?
Sì, ma poi si rischia di prendere la multa per accesso di velocità.
Ah ecco: dobbiamo procedere guardando in alto, nella speranza di evitare i massi che piovono dal cielo.
E sia, ma se invece di guardare la strada guardiamo in alto, c’è il rischio di uscire di strada…
Togni ha ragione, ma in Italia circolari e avvisi «da ridere» sono una cosa normale. Non potrebbe essere altrimenti, visto che iniziamo ad allenarci già a scuola.
Giusto per rimanere in tema col succitato trombettiere, ecco il testo di uno studente di terza media.
Chiamato a spiegare una celeberrima opera di Gioacchino Rossini, sintetizzò il tutto con un magnifico «Guglielmo Hotel, suonista del pifero» (con una effe, naturalmente).
MTM