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Fateci caso. Per anni se n’è parlato quasi quotidianamente: articoli sui giornali, incontri degli amministratori con il Prefetto, collegamenti televisivi in diretta, assemblee, sit in e fiaccolate, con tanto di polemiche, accuse, controaccuse, timori e speranze. Poi, di colpo, praticamente dalla primavera dell’anno scorso, l’argo-mento è sparito dal menù, come un ghiacciolo che, al sole, si squaglia, e nessuno ne sa più niente. Dov’è finito? Chi l’ha visto? Chiamate la Sciarelli…

Stiamo parlando della famosa, o famigerata, fate un po’ voi, ex caserma Serini, quella che era stata individuata come struttura ideale (?) per accogliere profughi, che poi, come tutti sanno, non sono arrivati. Nel ricordare che è da un anno che nessuno dice più niente, ricordiamo la «storia» di questa struttura. Più precisamente: della storia di questa struttura come casa degli immigrati.  

Cominciamo allora col ricordare che l’ipotesi di utilizzare l’ex caserma come centro di accoglienza profughi risale ai tempi in cui era sindaco Gianantonio Rosa. Per intenderci: siamo agli inizia del Terzo Millennio. Mica 20 giorni fa, ma quasi 20 anni fa… 

Della possibilità che la Serini accogliesse immigrati se n’era parlato più volte, ma nei 10 anni delle due giunte Rosa, e poi anche nei 5 anni della giunta Zanola, gli immigrati non erano mai arrivati. Perché l’emergenza non era un’emergenza, questo è vero, ma anche perché, al grido di «non se ne parla neanche», la Lega aveva minacciate le barricate.

Chiusa l’esperienza della Lega, è arrivato Mario Fraccaro, che, pur avendo posizioni meno radicali (e in verità più possibiliste) rispetto alla Lega, si erano comunque schierati contro i progetti di utilizzare la Serini per accogliere i profughi.

Parliamo di progetti (al plurale), perché nel corso degli ultimi anni le ipotesi di utilizzo sono state più d’una. Prima s’era parlato di realizzare un Cara (Centro accoglienza per richiedenti asilo), poi un Cie (Centro identificazione ed espulsione), quindi un Cas (Centro accoglienza straordinaria), infine un Cpr (Centro si permanenza per il rimpatrio). 

Di tutto un po’, insomma, a seconda della contingenza del momento, ma anche del Ministro dell’Interno. Con l’arrivo al Viminale di Matteo Salvini, di immigrati nella ex caserma non se n’è più parlato. Tutto tace, da più d’un anno a questa parte.

Resta però una domanda, che rilanciamo: che ne sarà della Serini? 

Una delle ipotesi fatte un paio d’anni fa era che potesse diventare un Centro regionale per i volontari di Protezione civile. Ipotesi da colpo di sole di mezza estate o realtà?

MTM