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«Abbiamo sognato per le classi terze un progetto incentrato sulla produzione di Pirandello perché questo autore cerca di mettere in luce il dramma dell’uomo contemporaneo, privo di certezze, ma alla ricerca di un ideale per ricomporre la sua unità perduta.

Abbiamo scelto proprio questi ragazzi perché stanno crescendo, devono capire chi sono e quale strada percorrere, si pongono domande ma sono capaci di grandi sogni» con queste parole la professoressa della secondaria di primo grado, Ilaria Tirelli, racconta il progetto che ha coinvolto alcuni ragazzi della scuola. 

Le classi terze infatti sono state impegnate in alcuni incontri con il professor Giovanni Fighera, insegnante di italiano e latino nei licei, autore di diversi libri e collaboratore con diverse riviste, radio e con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studi di Milano. 

Volto già noto al pubblico adulto del nostro Campus, grazie alle serate trascorse a raccontarci del viaggio di Dante tra Inferno e Paradiso. 

Quest’anno il professore è sceso in mezzo ai giovani e, attraverso i personaggi di «Il fu Mattia Pascal» e di «Uno, nessuno, centomila» ha raccontato la vita, fatta di amore, felicità, bellezza, a partire dalle opere letterarie di Pirandello. 

«Pirandello è riuscito a far passare temi filosofici importantissimi – ci ha raccontato in un’intervista – La grandezza di un autore è saper comunicare temi esistenziali profondissimi attraverso immagini che sono quotidiane. Egli attraverso delle storie ci fa riflettere sulla vita». Ed ecco alcune impressioni dei diretti interessati, proprio i ragazzi, rispetto a questi incontri col professore: «Abbiamo capito che nella vita bisogna avere obiettivi e arrivarci anche se non è facile, non ci si può rialzare se prima non si cade, ma in tutto questo una guida serve sempre» ha detto Adele. «Abbiamo anche capito che spesso le persone si mettono maschere perché temono di non essere accettate così come sono, spesso ci dimentichiamo che ognuno è speciale perché è sé stesso e che non si deve far condizionare dal gruppo» ha concluso Francesca.