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Dopo tutti i problemi, le difficoltà e le polemiche affrontate dall’inizio dell’intricata vicenda, le prossime settimane potrebbero essere quelle decisive per risolvere la questione legata al velodromo di Montichiari. 

Visto tutto quello che è accaduto (complice anche una sana dose di scaramanzia), è ancora prematuro lasciarsi andare a considerazioni di soddisfazione per un traguardo finalmente raggiunto, ma, salvo ulteriori, sgraditissimi imprevisti, si può affermare che la problematica legata all’impianto monteclarense, che ha richiamato l’atten-zione generale a livello nazionale e non solo, è in dirittura d’arrivo. 

In estrema sintesi, dopo i sopralluoghi dell’Ufficio tecnico comunale, i lavori per il posizionamento dei teli per la copertura dei tetti si potrebbero ormai considerare ultimati. Un intervento assai impegnativo, sia a livello tecnico che operativo, visto che non solo ha riguardato ben 11.000 metri quadrati, ma che per la sua realizzazione è stato necessario richiedere la collaborazione degli alpini rocciatori che hanno provveduto materialmente a saldare i teli che, a questo punto, dovrebbero avere risolto il problema relativo alla copertura del velodromo che aveva dato il via a tutti i problemi che hanno bloccato l’utilizzo della struttura monteclarense. A questo punto, per completare le ristrutturazione dell’impianto, si procederà alla verniciatura della pista, che dovrebbe rappresentare l’ultimo step per il ritorno in piena attività di un vero e proprio “gioiello sportivo” che è rimasto fermo per troppo tempo. A tal proposito la data che potrebbe sancire la definitiva risistemazione del velodromo di Montichiari potrebbe essere quella di venerdì 20 settembre. 

Sarà quello il momento nel quale i lavori dovranno essere terminati a regola d’arte così da poter dare il via alla nuova vita di una struttura che è pronta a giocare un ruolo prezioso nella preparazione dei pistards azzurri che si dovranno preparare per le Olimpiadi di Tokyo 2.020. 

Dopo essersi trovata improvvisamente senza “casa”, infatti, l’Italia attende (letteralmente con ansia) di poter ritrovare un punto di riferimento, accogliente e di qualità, per i propri allenamenti, venendo così a colmare quel vuoto tanto repentino quanto pericoloso che rischiava di compromettere i risultati sportivi di un settore tradizionalmente vincente come quello della pista italiana. Non rimane che pazientare ancora alcuni giorni e vedere se il velodromo di Montichiari potrà superare a pieni voti tutti gli “esami” ai quali verrà sottoposto così da poter dimostrare il pieno ritorno alla necessaria efficienza. Senza dubbio un bel sospiro di sollievo per tutto il movimento italiano della pista, ma anche un ritrovato motivo d’orgo-glio che l’intera comunità monteclarense è ansiosa di celebrare.              

Luca Marinoni