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Nel corso della campagna elettorale abbiamo partecipato ad incontri per capire quale futuro era prefigurato nel progetto sportivo delle varie compagini. Orbene da queste abbiamo tratto delle conclusioni: a) pochi politici si informano sul reale stato delle cose; b) nella Scuola l’attività fisica è carente (eufemismo); c) dai profani “le pratiche sportive di moda” valgono più di una millenaria storia; d) se non porta voti ne business l’Atletica non merita attenzioni, l’educazione sociale e formativa passa in secondo piano; e) l’unica Società che non dispone di un impianto per praticare il suo sport è l’Atletica Montichiari. Quando nel programma elettorale non viene neanche menzionata la Pista di Atletica Leggera anteponendo termini come “calisthenics” e “padel” (sconosciuti ad almeno il 95% della popolazione) ci sentiamo letteralmente presi in giro…

Il primo allenamento da strada a corpo libero può essere svolto ovunque, basta una sbarra e 2 sostegni, quindi sufficienti alcuni metri quadri di qualsiasi parco e già si può praticare. Al secondo (una via di mezzo tra tennis e squash) basta uno spazio di m. 10×20 e da quel che ci risulta il tennis ha i suoi campi da molto tempo. Invece, a fronte delle emergenze manifestate a più riprese, della Pista del R. Menti defraudata 20 anni fa nessun cenno, si cercherà “l’individuazione di un’area….”. 

Cinque anni fa stesso proposito nel programma e zero passi avanti: come fare affidamento su questa congettura? Secondo voi gli atleti per allenarsi devono aspettare che i politici di turno individuino l’area? Fare Atletica implica disporre di Pista e Pedane con determinate caratteristiche che già il Menti disponeva, non raffazzonate ipotesi fantasiose. L’Atletica viene praticata in Pista con specialità di corse, salti e lanci, non in un campo ne tantomeno in una strada… se i politici guardano qualsiasi edizione delle Olimpiadi capirebbero l’importanza di questo sport perno della manifestazione grazie alla sua partecipazione planetaria. Per quale motivo l’Atletica non deve avere la sua struttura? I nostri atleti non meritano forse rispetto alla pari degli altri? Negare ai vicini poli scolastici (più di 4000 studenti) l’opportunità vera di praticare a due passi dalle sedi queste discipline basi per una sana formazione fisica significa non recepire quanto sia insignificante proporre un parco multifunzione nell’area Romeo Menti che nulla apporterebbe a sanare la questione impianti. A Montichiari abbiamo già diversi parchi, la cultura italiana non ha radici anglosassoni, quanti sono realmente utilizzati dai ragazzi per trascorrere in compagnia giochi costruendo relazioni? Com’è lo stato di conservazione? Prendiamo spunto parlando del Parco Pascoli attiguo alla Scuola Materna, su quel prato abbiamo organizzato lo scorso 7 maggio in concerto con gli Istituti Scolastici il “Trofeo San Pancrazio” – corsa campestre per studenti delle Elementari e Medie nell’ambito del Maggio Monteclarense, anche in questo caso era evidenziato il problema della difficoltà a preservare il buono stato del terreno, proliferavano oggetti di natura eterogenea e lo sfalcio era cosa remota; nonostante l’avallo del patrocinio comunale, la totale assenza di esponenti municipali alla manifestazione coordinata in sintonia con i Dirigenti Scolastici pronti ad aderire a questa bella proposta giunta dopo decenni di latitanza sportiva scolastica ha confermato una volta di più la scarsa sensibilità per questa attività che riteniamo sana di principi e molto valida sotto il profilo formativo. Dopo questi preamboli come possiamo nascondere ai nostri atleti lo smarrimento ed il senso di sgomento per non potere allenare a dovere gli allievi che quest’anno hanno vinto il Titolo Provinciale nel lancio del Disco, che sono secondi nel salto in Lungo e che sono nei primi 10 in Lombardia nel lancio del Martello, dobbiamo dirgli dopo anni che si sta “cercando l’area” quando la stessa è stata requisita indegnamente 20 anni fa? Le Olimpiadi sono famose non per il “calisthenics” o per il “padel”, certe persone invece che seguire “le mode” (indicate forse più a stilisti d’abbigliamento) dovrebbero visionare certe manifestazioni facendo cultura e non “vetrina”.

Vittorio Corsi