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Se pensate che, almeno per quest’anno, sia finita, vi sbagliate. C’è ancora metà mese di settembre; e se, come è lecito supporre, il caldo andrà avanti anche a ottobre, beh, allora mettiamoci altre settimane. Bisogna infatti sapere che, quando le temperature medie si aggirano intorno ai 25°C (quindi a settembre ci siamo ancora… dentro), questo simpatico animaletto può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni.

Il picco di massima densità, infatti, è al culmine del-l’estate, tra agosto e settembre. Stiamo parlando, se ancora non l’avete capito, della maledetta zanzara tigre (Aedes albopictus), che, dopo averci rotto l’anima tutta estate, s’appresta a fare altrettanto anche all’inizio dell’autunno.

A proposito: se è vero che tutte le creature del mondo servono a qualcosa: a che servono le zanzare?

Importata in Occidente dall’Asia (probabilmente attraverso il commercio di copertoni usati), la bestiaccia ha trovato una nicchia adatta alla propria diffusione, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale. La «tigre» è molto ben riconoscibile: corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome, e con una striscia bianca che le solca il dorso e il capo, si distingue dalle altre zanzare per le abitudini e il ciclo di vita. Ad esempio, mentre le altre zanzare sono attive all’imbrunire e la notte, la tigra morde anche di giorno, pomeriggio compreso. Provate, ad esempio, a metà pomeriggio ad andare in giardino o nell’orto…

Grazie alla sua versatilità, questa bestiaccia è riuscita a superare le barriere ambientali: depone le uova in ambienti asciutti e poco luminosi dove sono in grado di superare inverni anche rigidi. Il ciclo riprende poi quando si allungano le ore di luce, la temperatura si aggira sui 10 gradi e questi ambienti si riempiono di acqua, spesso anche semplicemente grazie a fenomeni di condensa. A questo punto le uova si schiudono, danno origine a larve e quindi a zanzare adulte che colonizzano poi le zone circostanti secondo un andamento «a focolaio», cioè in modo non continuo e omogeneo.

In Italia, è presente come insetto adulto da marzo a novembre-dicembre, ma la deposizione delle uova invernali, quelle destinate a svernare, si conclude entro la fine di ottobre e metà novembre.

Contro la tigre c’è poco da fare. Meglio puntare sulla prevenzione. Per questo possono essere utili i consigli messi on line sul sito del Comune di Manerbio, che spiegano cosa fare, o almeno come tentare, per arginare l’invasione. Il «decalogo» è semplice: evitare i ristagni d’acqua, coprire le cisterne, tenere pulite fontane, usare larvicidi e repellenti cutanei… Facile a dirsi… 

MTM