Tempo di lettura: 2 minuti

L’impianto di Amager Bakke – CopenHill, a Copenhagen, ha sostituito il vecchio termovalorizzatore ed è costato 670 milioni di dollari.

Brucia 400.000 tonnellate di rifiuti l’anno, fornisce elettricità a 62.500 abitazioni ed acqua calda a 160.000.

Secondo le autorità locali dalla sua ciminiera esce solo vapore acqueo.

I filtri, infatti, trattengono tutte le polveri e i fumi. 

Bene. Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Ci interessa invece ricordare che, sul tetto dell’inceneritore, è stato realizzato un pendio lungo 200 metri, con un grande tornante e una pendenza che arriva al 45%.

Su questo pendio, che scende da un’altezza di 90 metri, è stata realizzata una pista da sci larga 60 metri con fondo in plastica (fondo peraltro fornito dalla Neveplast di Nembro, in provincia di Bergamo.

Ma questo è un altro discorso, che ci interessa… di striscio). 

Un ascensore e tappeti mobili permettono agli utenti di risalire. La struttura può accogliere fino a 200 sciatori.Di più: sul lato più alto dell’impianto è stata realizzata una parete artificiale d’arrampicata alta 85 metri, la più alta del mondo.

Per i danesi, Copenhill, rappresenta anche un ulteriore tassello che si inserisce nell’ambizioso progetto di proiettare Copena-ghen nell’olimpo della sostenibilità come prima città del mondo a zero emissioni di carbonio.

Un obiettivo che dovrebbe essere raggiunto nei prossimi anni.

Perché raccontiamo di questa avveniristica e di certo originale struttura su Paese Mio di Manerbio? Questa notizia che arriva dal Nord ci è venuta alla mente perché anche a Manerbio sta nascendo qualcosa del genere.

Non una cosa così «gigantesca» e originale, ma comunque un qualcosa che va nella stessa direzione.

Il fatto è che, grazie all’associazione sportiva dilettantistica Bad Boys Brescia, un’area che si trova a Manerbio, precisamente quella disabitata in Strada del Ronco, è stata innanzitutto bonificata, quindi trasformata per ospitare attività di softair. In pratica, i «cattivi» ragazzi, che poi evidentemente non sono così cattivi, anzi…, hanno preso un’area degradata, l’hanno ripulita e bonificata, quindi recintata e «controllata» per evitare che diventi come prima.

Il tutto per renderla adatta ad ospitare attività di softair, attività sportiva ludico ricreativa basata sulla simulazione di azioni militari.

Il termine deriva dalla lingua inglese, traducibile in lingua italiana come «aria compressa» (meglio ancora «aria soffice»). 

I giocatori sono chiamati softgunners. Per la pratica di questa attività vengono utilizzati dei giocattoli che riproducono fedelmente armi in dotazione alle forze armate.  

MTM