Tempo di lettura: 2 minuti

Il medagliere di Manenti accoglie due nuovi bronzi. Il ciclista 58enne manerbiese Ermanno Manenti ha conquistato altre due medaglie ai giochi mondiali per trapiantanti in Inghilterra il mese scorso.

Che era un campione lo si sapeva da tempo ma ogni sua conquista riempie il cuore di gioia della sua famiglia, della sua comunità, dei suoi amici e di chiunque lo conosca e conosca anche la sua storia. Da dodici anni Ermanno è trapiantato di fegato, l’intervento subito era stato eseguito a Pisa, in un periodo in cui le speranze di sopravvivenza si stavano affievolendo. La sua determinazione e la sua testardaggine hanno alimentato il continuare a credere nella donazione di organi e nell’intervento chirurgico che è il trapianto. Come dice lo stesso ciclista “Non ho smesso mai neanche un minuto di crederci” e così è arrivata la svolta. Dopo l’operazione Manenti ha ripreso a pedalare per aiutarsi anche nella ripresa fisica e dopo soli due anni ha vinto il suo primo campionato mondiale di ciclismo per trapiantati in Australia (2009). Da quel momento la salita davanti a lui si è trasformata in una vera ascesa verso il futuro, perché sempre secondo le parole del cinquantottenne “La vita è tutta da vivere”. Ha vinto altri due mondiali, ha vinto i campionati europei e ha vinto diversi campionati italiani, alternati a gare o trofei non per trapiantati. 

A Newcastle ad agosto ha dimostrato a tutti di aver ancora la stoffa del campione, fatta prima di tutto da pensiero positivo, dall’allenamento e dal sapere che ogni pedalata compiuta viene fatta non solo per lui ma anche per il donatore di fegato che gli ha permesso di vivere e che non ha mai conosciuto per limiti imposti a livello legislativo. Due bronzi portati a casa uno per la crono individuale, e l’altro per la trenta chilometri, entrambi nella categoria d’età dai 50 ai 59 anni. Si sono qualificati sul podio al primo e secondo posto altri trapiantati che avevano da poco iniziato a gareggiare in questa fascia d’età, e quindi di qualche anno più giovani di lui. “Ogni volta è una grande emozione partecipare a questi eventi. Ringrazio e dedico queste due medaglie alla mia famiglia, al mio donatore, ai donatori in generale, a tutti quelli che mi hanno sostenuto e sponsorizzato, a tutti quelli che hanno corso con me nella squadra nazionale e soprattutto ai miei avversari per la correttezza e la dinamicità della gara. Un grazie a chi mi ha seguito a Newcastle, le amiche Marianna Baldo (presidente dell’Avis Manerbio) e Giovanna Perone (medico dell’emergenza) con le quali portiamo avanti anche serate sanitarie per promuovere la vita”

D.Ri.