Gentile Direttore,

bene ha fatto Paese Mio dell’edizione del mese scorso a sollevare il problema sull’Ospedale di Manerbio della chiusura del Laboratorio di Analisi Cliniche col suo trasferimento nella struttura ospedaliera di Desenzano. Diciamo subito che, non essendo noi utenti dei numeri, il problema avrebbe dovuto essere sottoposto e analizzato dagli enti locali che rappresentano tutti i cittadini del Comprensorio. 

Dove sta il Coordinamento dei Sindaci della Bassa Bresciana? Perché è stato così remissivo e silente? “Noi cittadini alla chiusura non ci stiamo”. 

Si fa presto ad aprir bocca vantandosi della difesa identitaria del territorio, da parte di forze politiche che si richiamavano al nord, ma che ora pensano solo alle campagne elettorali in ambito nazionale.

Resta sul piatto questa decisione definitiva: un “fatto grave”, preso con leggerezza e superficialità. Lanciamo il nostro appello al sindaco di Manerbio, anche nelle sue vesti di Presidente della Provincia. “Ci dobbiamo muovere tutti assieme e dobbiamo farlo quanto prima; non bastano le mezze frasi sussurrate. Ferma restando la legge regionale che impone l’accorpamento dei Laboratori di Analisi, è una cosa contro natura accentrare tutto a Desenzano, ospedale con spazi assai limitati, lasciando la Bassa Bresciana sguarnita di un servizio essenziale.

Ma questa è l’Italia del buon senso o del tanto peggio. 

Che possiamo fare perché non venga definitivamente chiuso quel servizio vitale per tutto il territorio, da Orzinuovi a Fiesse?  

Si tratta di una decisione assurda e sbagliata fatta da burocrati che non conoscono la realtà del nostro territorio. Silenzio assoluto anche da parte dei sindacati degli ospedalieri, che assistono senza fiatare al trasferimento di personale a quaranta chilometri di distanza, con relativi grandi disagi per tante famiglie. 

Anche la Giunta di Manerbio assiste noncurante e disinteressata a queste manovre, ma pure le opposizioni non fiatano, per la serie: “Tafazzi è sempre attuale”. Il DG Assembergs affermava tempo fa: “è indispensabile ormai rivolgersi al territorio, alle altre aziende, ai pazienti, sfruttando anche le nuove tecnologie. Gli Amministratori devono immergersi nel territorio. Dietro un ospedale che funziona c’è una macchina organizzativa molto complessa che deve dialogare con tutti. Dove sta questo dialogo, caro e nuovo Direttore Generale? Perché vuol farci rimpiangere a tutti i costi il buon Assembergs? 

Luigi Andoni

con alcuni pensionati di

Manerbio