Tempo di lettura: 3 minuti

Nelle giornate del 12, 13 e14 aprile scorso a Genzano di Roma, popoloso comune della città metropolitana di Roma Capitale, si sono svolti i “Campionati Italiani Assoluti” ed il “Trofeo Italia 2019” che hanno visto la partecipazione di circa 500 atleti in gara per alcune tra le più note discipline sportive delle arti marziali: Kickboxing, Shoot Boxe, Kick Jitsu, Savate e Sambo.

Per chi non conoscesse questa disciplina sportiva, ricordiamo che il kickboxing è uno sport da combattimento nato in Giappone negli anni ’60, poi diffusosi negli Stati Uniti, che ha la particolarità di combinare le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno che sono propri della boxe.

Il giovanissimo Jeton Buliqi, atleta della Rovato Fighter Academy diretta e fondata da Roald Caratti, ha vinto il titolo della categoria Juniores diventando campione Italiano; anche in quest’ambito Rovato ha saputo farsi notare a livello nazionale. Abbiamo incontrato l’atleta diciottenne, di origini kosovare, per conoscerlo meglio e comprendere come la sua passione per questo sport lo abbia portato a raggiungere questo importantissimo risultato.

Jeton, potresti raccontarci qualcosa di te, della tua vita?

«Sono nato e cresciuto in Kosovo, lì ho finito le scuole medie e la prima superiore. Vivevo con mia madre e mio fratello, mentre mio padre lavorava già da anni qui in Italia. In seguito ci siamo trasferiti tutti per poter continuare a vivere uniti come famiglia. 

Ora ho iniziato una nuova vita: qui in Italia mi trovo benissimo, mi sono sistemato con la scuola, ho fatto nuove amicizie ed ovviamente ho potuto coltivare la mia passione sportiva per il kickboxing».

Quale è la tua storia sportiva nel mondo del kickboxing?

«Mi sono avvicinato al mondo del kickboxing perché fin da piccolo ero affascinato dagli sport da combattimento. Purtroppo, vivendo in una zona rurale del Kosovo dove non c’erano palestre, non ho mai avuto la possibilità di praticare questo sport e dar così sfogo alla mia passione. Appena trasferitomi a Rovato ho cercato subito una palestra dove potermi iscrivere e, fortunatamente, l’ho trovata vicino a casa. 

Una sera con mio padre sono andato a vedere gli allenamenti, ad informarmi, ed è così che ho conosciuto Roald che mi ha dato subito spiegazione sulla disciplina sportiva. 

Sin dal primo allenamento mi sono innamorato di questo sport e da quel momento non ne ho mai saltato uno».

Potresti raccontarci l’avventura di questo incontro che ti ha portato a vincere il titolo Juniores?

J – «In realtà non c’è stata una grossa differenza nel percorso di allenamento seguito per questo match rispetto agli altri disputati. Atleticamente la preparazione è stata un po’ più difficile in quanto le finali per un titolo sono sempre disputate su un timing di gara maggiore, nel nostro caso tre round anziché i soliti due. 

Tecnicamente, visto ancora la mia relativa poca esperienza, abbiamo lavorato sui punti dove secondo noi presentavo le maggiori lacune, come la fase di risposta e rientro sui colpi dell’av-versario». 

«Nel match vero e proprio, strategicamente Roald mi ha imposto una partenza con un ritmo non troppo elevato visto la durata della competizione, mossa che alla fine si è rivelata opposta a quella del mio avversario che invece è partito davvero fortissimo. Passato il primo minuto del primo round, dove ho cercato di controllare il mio avversario ed evitare che macinasse troppo vantaggio, ho sfruttato il suo grosso calo di ritmo avvenuto fortunatamente molto prima di quanto preventivato recuperando così tutti i punti di svantaggio accumulati prima della fine del round. 

Nel secondo e terzo round non dico il match esser stato in discesa, in quanto il mio avversario era molto preparato e fortissimo, ma non e più riuscito a mantenere un ritmo che invece io ho continuato ad incrementare fino alla fine. 

Ovviamente sono felicissimo per la vittoria ed ho impiegato qualche ora per rendermi conto dell’accaduto».

Roald, come allenatore, ti saresti aspettato un risultato così importante? 

R – «Jeton fin dalla prima seduta di allenamento ha subito lasciato trasparire una certa predisposizione al nostro sport, quantomeno da un punto di vista tecnico; in poco tempo ha confermato le stesse caratteristiche anche dal punto di vista mentale, che per il nostro sport sono quelle fondamentali. Diciamo che effettivamente, fin dall’inizio, considerato la sua giovane età, avevo previsto con il suo potenziale la possibilità di raggiungere ottimi risultati in un contesto juniores poiché sono davvero pochi che a questa età dimostrano di avere già un carattere cosi deciso ed una tecnica così efficace; un binomio che porta sempre a dei buoni risultati. 

Sicuramente vincere il titolo Italiano era comunque la più rosea delle aspettative possibili e, averla raggiunta, dà veramente una grande soddisfazione».

Emanuele Lopez