Tempo di lettura: 2 minuti

Ricordo bene quando d’estate al calar del sole le strade si animavano, la gente si sedeva sull’uscio di cassa e si conversava coi vicini, con i passanti: le piazze si riempivano di gente anche se stanca dal lavoro era sorridente, vedevi la gioia di vivere, di incontrarsi, di parlare; che belle usanze!

Quando c’era un gruppo numeroso, uno di questi era sempre preso a narrare qualche fatto accaduto ricamandoci sopra, rendendo il racconto ancora più interessante. In via Mazzini abitava la famiglia Gozzoli, conosciuti come “i Massi”. 

Il figlio Walter era appassionato di musica, suonava il mandolino, e si sedeva davanti a casa sua con i suoi amici: Felice Mosca e Deo Later con la chitarra, Mario Arini con la fisarmonica e Piero Battagliola al benjo. Cominciavano così ad intonare musiche e canzoni. In un lampo si riempiva di gente seduta lì sul marciapiede ad ascoltare quei ragazzi che animavamo le lunghe serate estive. 

Era una cosa fantastica, vedevi la gente di tutte le età partecipare ed immedesimarsi e qualcuno anche accennare qualche balletto. In agosto questi ragazzi si davano appuntamento in piazza Italia ancora oggi rinfrescata da refoli divento e, tanti anni fa, anche da spruzzi di una bellissima fontana, per allietare i manerbieri che godevano del Ferragosto. 

Mamma e figlia che gestivano il bar Centrale e i signori Rivetti che gestivano il bar Roma, situato tra la farmacia Bontardelli e il negozio di mercerie della signora Rosina Greco, offrivano una bibita fresca ai suonatori che allietavano le serate. 

Anche se non ci sono più, li voglio ringraziare, poiché senza scopo di lucro ma solo per la passione della musiva animavano e rallegravano. Dovete sapere che a quel tempo la radio era solo per chi se la poteva permettere, la televisione non c’era. L’uncia musica che ogni tanto si sentiva era quella dell’organetto, chiamato “el Vertical”. 

La musica è ciò per cui la gente si raduna, la musica è vita, è gioia. Chi ama la musica, ama la vita. 

Piero Viviani