Dunque, neanche il tempo di riaprire le scuole per il nuovo anno scolastico, che una classe dell’Istituto comprensivo di Manerbio è stata sottoposta a controlli (tampone?) perché un alunno è risultato positivo al Covid.

Ovviamente è scoppiata la polemica: quando, alla fine delle lezioni, i genitori si sono presentati ai cancelli della scuola per prendere i loro figli e portarseli a casa, hanno aspettato che i piccoli uscissero, ma… niente. Aspetta ancora un po’, ma sempre niente. 

Immaginate la preoccupazione di papà e mamme, i quali nelle ore successive hanno sostanzialmente detto che nessuno li ha messi al corrente di quello che stava accadendo ai loro figli.

E loro lì ad aspettare, con la preoccupazione che cresceva sempre più, di minuto in minuto.

I vertici della scuola hanno detto di aver rigorosamente seguito il protocollo previsto in circostanze come questa. Come si dice in questi casi, non avendo visto le «carte», non abbiamo motivo di dubitare che la dirigente scolastica abbia fatto tutto quello che doveva fare, a norma di legge.

Però, se ci è permesso un suggerimento, se capitasse ancora quanto è accaduto a metà settembre (tranquilli che prima o poi capiterà), la prossima volta qualcuno esca dal cancello e dica ai genitori come stanno le cose.

Siamo certi che papà e mamme capirebbero e non avrebbero nulla da obiettare. Anche perché tutti sono lì per il bene dei piccoli…

E allora, non volendo rinfocolare la diatriba tra genitori e dirigente, sempre rimanendo in tema di virus e dintorni, di controlli e tamponi, di bambini che vanno a scuola e/o che rimangono a casa, rimane da chiedersi cosa accadrà nelle prossime settimane, anche e soprattutto quando inizieranno a manifestarsi le prime influenze stagionali.

Il fatto è che, come è stato detto da più parti, avendo l’influenza «normale» sintomi simili a quelli del Covid, è del tutto evidente che, alla prima linea di febbre, il dubbio viene…

Non vorremmo fare gli uccellacci del malaugurio, ma temiamo che, al caos che ha accompagnato l’inizio dell’anno scolastico (mancanza di spazi che garantiscono il distanziamento; mancanza di insegnanti, soprattutto di sostegno; mancanza dei banchettini con le rotelle, quelli dell’Azzo-lina…) se ne aggiungeranno altri.

Il risultato, temiamo, è che le cose non andranno meglio di come stanno andando in questi primi giorni di scuola.

E se per caso dovessimo sbagliarci, beh, per una volta saremmo contenti di aver visto male. 

MTM