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Anche se in prospettiva le cose sembrano destinate a cambiare (in meglio), in Italia di auto elettriche non è che ce ne siano tantissime.

Analizzando i dati di vendita delle auto elettriche e ibride in Italia si può notare che, per le motorizzazioni alternative, il 2018 si era chiuso un po’ in sordina. Le ibride, insomma, hanno messo in campo una frenata. 

Sono cresciute, ma questo è ovvio, rispetto a dicembre 2017, suggellando comunque un anno molto positivo che ha chiuso con un 4,50% di incidenza delle ibride sul totale dell’immatricolato. Buoni invece i dati delle elettriche, che sono in continua e costante crescita, anche se su volumi molto ridotti.

Le re regioni più virtuose sono la Lombardia (tanto per cambiare), il Trentino Alto Adige e il Lazio.

Domanda. Perché, nonostante un battage «pubblicitario» di non poco conto le auto elettriche non sfondano ancora? Beh, perché ci sono almeno tre motivi. Il primo è riferito ai costi di queste vetture, che sono ancora un po’ alti. 

Da noi gli incentivi sono tra i più bassi d’Europa: circa 3.000 euro, contro una media di 9.000. 

La più virtuosa Norvegia, invece, grazie a una politica attenta all’ambiente, fra bonus governativi e una capillare rete di ricarica è riuscita ad avere un deciso impatto sul mercato, con il 52% delle auto immatricolate che, nel 2017, era elettrico.

C’è poi il problema delle batterie, che sono molto costose e non garantiscono un’adeguata autonomia. Col risultato che coloro i quali utilizzano l’auto abbastanza o parecchio, neanche ci pensano ad acquistarne una elettrica. Al massimo guardano a quelle ibride…

Infine, ultimo ma non ultimo, c’è il problema delle colonnine di ricarica. Bisogna sapere che, se si guarda al rapporto fra costo di ricarica e chilometri percorsi, non c’è paragone: le auto elettriche sono molto più convenienti di quelle a benzina (oltre, naturalmente, ad eliminare il problema delle polveri sottili). Serve però un’enorme quantità di energia elettrica. Con 1,4 euro si percorrono 18 chilometri con una vettura a benzina o diesel, 23 con una elettrica ricaricata in un colonnino pubblico e addirittura 39 ricaricandola a casa. Il problema è che, di colonnine per la ricarica, in giro se ne vedono davvero poche.

Dati abbastanza recenti parlavano, in Italia, di 4.207 colonnine in 2.108 postazioni, praticamente una ogni 14.400 abitanti. In  Germania, tanto per fare un esempio, sono installate 22.708 colonnine, una ogni 3.600 persone; in Norvegia le colonnine sono 7.855, ma ce n’è una ogni 671 persone.

Per tutto questo ed altro ancora, ci ha fatto piacere sapere che a Manerbio, in Piazza Falcone, arriverà una colonnina per la ricarica elettrica, che potrà essere utilizzata dalle vetture del Comune, ma anche dai privati.

Non è molto, certo, ma è un buon inizio, Frutto del-l’accordo tra Garda Uno, a cui Manerbio ha affidato il servizio di igiene urbana, raccolta e smaltimento rifiuti, e l’Amministrazione comunale