Siamo già nella famigerata «terza ondata» o non ancora, e i tanti casi di contagio che abbiamo sotto gli occhi sono da declassare a «normale amministrazione»?

Ma la terza ondata, arriverà o non arriverà? 

Possiamo fare qualcosa per evitarla?

Sono tante le domande che, in queste settimane, ci stiamo facendo. 

Anche e soprattutto perché i cosiddetti esperi non vanno per niente d’accordo. C’è chi paventa catastrofi e chi, invece, è più ottimista; c’è chi dice presto tutto tornerà come prima e chi dice che non sarà mai più come prima. In attesa di vedere come andrà a finire, visto che il sindaco Marco Togni (nella foto) s’è preso la briga di fotografare la situazione dopo un anno di Covid, vediamo, insieme con lui, come stanno le cose.

«Sulla base dei dati forniti quotidianamente – ha spiegato il sindaco ai primi di febbraio -, ho voluto verificare l’andamento dell’incidenza Covid a Montichiari per fasce d’età. Ho preso come riferimento i mesi di novembre e dicembre 2020 e gennaio e febbraio (parziali, fino ad oggi) 2021. I dati li ho poi valutati per incidenza percentuale, suddividendoli per fasce di età mirate, così da evidenziare eventualmente una particolare incidenza durante il periodo di vita scolastico, lavorativo, pensione…».

Teniamo presente questi punti di riferimento: sotto i 5 anni i bambini sono alla scuola dell’Infanzia, dai 6 agli 10 alle elementari, dagli 11 ai 13 alle medie, dai 14 ai 19 alle superiori, dai 20 ai 64 al lavoro e dai 65 in poi in pensione.

«La percentuale di incidenza Covid tra i bambini e i ragazzi in periodi scolastico – dice Marco Togni – varia sostanzialmente di poco, dal 10% al 13,5%. Mi verrebbe quindi da dire che le scuole sono sicure. La fascia d’età compresa dai 20 ai 64 anni, ovvero quella raggruppa il maggior numero di cittadini, nei mesi ha avuto un calo di incidenza dall’80% al 60%. Questo calo coincide con le misure previste dai vari Dpcm. La fascia d’età dai 65 ai 100 anni ha invece subito una triplicazione dei casi, passando da un’incidenza del 10% a quasi il 30%. Le fascia d’età più colpita rimane sempre quella tra i 20 e i 34 anni».

Dalla geolocalizzazione dei casi, continua il primo cittadino, «risulta inoltre che vi è una diffusione omogenea su tutto il territorio comunale (centro e frazioni), che non vi sono casi di focolai in taluni luoghi e che, cosa importante a cui va prestata attenzione, vi sono intere famiglie colpite. 

Prendendo con le pinze ciò che sto per dire, sapendo quali sono le abitudini della nostra comunità e società che affida la cura e sorveglianza dei ragazzi, ovvero l’affi-damento ai nonni e, i pranzi, cene e visite a parenti ammessi da fine dicembre, si può trarre una conclusione del perché i casi di incidenza nella fascia della terza età sono triplicati». 

MTM