Il pubblico l’ha conosciuta una ventina d’anni fa a Zelig, il programma di Mediaset che ha lanciato tanti bravissimi comici. In quell’occasione vestiva i panni della Signora Sofia, un’addetta alle pulizie molto ingenua e simpatica, che saliva sul palco televisivo per far ridere.

Venerdì 16 dicembre, alle 21 Margherita Antonelli si presenta sul palco del Teatro Politeama di Manerbio con uno spettacolo completamente diverso, ironico e commovente, scritto e interpretato da lei stessa: «Secondo Orfea, quando l’amore fa miracoli».

Non è propriamente uno spettacolo di Natale, anche se, gira e rigira, l’argomento è quello. «Secondo Orfea», infatti, è un monologo che racconta la straordinarietà dei fatti del Vangelo, ma da una prospettiva completamente nuova. E’ una «tecnica» usata altre volte, ad esempio con le opere di William Shakespeare: si prende un testo famosissimo e lo si racconta dal punto di vista di uno dei personaggi minori, che danno al tutto più umanità e semplicità, riuscendo, nel contempo, a cogliere sfumature che il testo originale non coglieva.

Siamo nell’anno zero (l’anno della nascita di Gesù) e lo sguardo di Orfea ci accompagna nella quotidianità della vita di quel periodo, offrendoci una visione dei fatti del Vangelo teneramente riletti da una donna semplice, concreta, come dovrebbe essere la fede, quella fede in un Dio fattosi bimbo, poi ragazzo (per certi versi strano), quindi adolescente e infine adulto.

L’anno zero, dunque: un tempo difficile per una donna sola, vedova di un centurione romano al seguito di Ponzio Pilato che, bloccata a Nazareth, non sa come tornare in Italia. Le sue giornate si dividono tra il tempio, la fontana, quattro lenzuola da stendere e le chiacchiere con altre donne. Insomma: una vita consumata nella tranquillità all’ombra della sua casa.

Un giorno però viene ad abitare vicino a casa sua una coppia di giovani sposi. Lei è incinta. Si chiamano Giuseppe e Maria. I giovani sposi la coinvolgono nel vortice che sarà la vita del loro bimbo, del quale Orfea si prende cura quando la madre è affaccendata nel quotidiano. Ovviamente tra Orfea e il bambino si instaura un rapporto di profondo amore: la donna assiste alla crescita di questo Dio-Bambino, con la curiosità, la dolcezza, la fermezza di molte madri che vorrebbero il meglio per il loro figlio.

Con cipiglio sempre esuberante lei difenderà, sosterrà, criticherà e si addolorerà al seguito di questo ragazzo, il suo Gesù, come una madre attenta e amorevole. Lo ascolterà sulla montagna, lo difenderà da chi lo vuole denunciare, lo accudirà alla morte, e si rallegrerà di questo Dio che mantiene le promesse sino alla Resurrezione.

La regia è di Marco Amato, le luci di Marco Elli, le musiche di Serafino Tedesi. L’ingresso allo spettacolo costa 18 euro, 15 euro i ridotti. Info: 030-9381567, www.politeamamanerbio.it politeamamanerbio@gmail.com. MTM