Gli anni ’70 saranno stati un periodo dove il lavoro non mancava e l’onda lunga dei favolosi anni ’60 ci cullava ancora, ma sono stati anche anni difficili e tormentati. La strategia della tensione e il terrorismo, sequestri di persona, eroina diffusa, rapine e guerre di mafia hanno fatto da corollario ad un periodo in cui si doveva fare i conti con l’inflazione che aveva sfiorato il 20% ed intaccava notevolmente i risparmi.

Voglio ricordare un episodio secondario per le cronache di quei tempi, ma non per chi a Rovato ci viveva. Siamo nel marzo 1974, tra due mesi scoppierà la bomba in piazza Loggia, e ci troviamo in piena crisi energetica. Il prezzo del barile di petrolio dai 3 $ di metà 1973 è ora schizzato a 10 $ (+230%) e per la prima volta abbiamo sentito la parola “austerity”. Causa di tutto: la guerra del Kippur (niente di nuovo insomma). L’OPEC, in contrasto alla Nato che sosteneva Israele e appoggiato dai paesi comunisti, ha aumentato di proposito il prezzo del greggio chiudendoci i rubinetti. Come se non bastasse, da poco è partito il MEC (Mercato Europeo Comune),  che ha bisogno di stabilizzarsi dato che, per la prima volta, le merci possono transitare liberamente senza subire imposte doganali.

È proprio questo insieme di cose, unito al fallimento dei “Piano Carne” del governo, che ha reso difficile la vita agli agricoltori, con latte e carne a prezzi ribassati che arrivano dal nord-Europa, danneggiando in particolare Francia e Italia. Per di più dalla Germania arrivavano bovini polacchi (la Polonia era nel blocco sovietico), che ci vengono spacciati per tedeschi, sfalsando il mercato.

Così inizia a montare la rabbia nel settore e a Brescia le organizzazioni sindacali organizzano un’azione di protesta alla fiera più importante di quel momento: Lombardia Carne a Rovato.

Riunitosi d’urgenza il Consiglio Comunale, l’amministrazione Cossandi decide di mostrarsi solidale con la categoria e sospende la manifestazione, malgrado l’evidente danno economico. Il mattino di domenica 31 marzo, un migliaio di manifestanti sbarra gli accessi alla fiera coi trattori.

Verso mezzogiorno si diffonde la notizia che alla stazione ferroviaria sono in sosta alcuni carri carichi di bestiame estero. Alcuni giovani organizzano una spedizione: aprono un vagone liberando gli animali sui binari e ne danno alle fiamme un altro pieno di paglia. Ma i carabinieri catturano tre dei presunti colpevoli e li portano a Canton Mombello. Gli animi si surriscaldano e devono intervenire sia il sindaco Carlo Cossandi che il senatore Faustino Zugno.

L’area mercato animali è presidiata anche la notte dove sono accesi tre falò e il mattino di lunedì si preannuncia rovente. Gli ambulanti, giunti per il solito mercato, tolgono le bancarelle in solidarietà coi manifestanti che ora chiedono di liberare i tre giovani arrestati. Il presidio si trasforma in corteo e man mano che scende corso Bonomelli sembra sempre più inferocito. Il sindaco chiama prefetto e questura, ma i tre ragazzi non vengono liberati. Un agente in borghese scatta alcune foto ai manifestanti, ma viene scoperto ed accerchiato. Sta per essere linciato e quando è già a terra lo salva l’intervento del comandante dei vigili Tarcisio Mombelli.

Sindaco, senatore e carabinieri locali cercano di fare il possibile per contenere gli animi della folla, che ora si è riversata sulla statale, ma tutto degenera quando dalla curva di via Solferino compare una formazione del reparto mobile carabinieri, venuti dall’Alto Adige, in tenuta antisommossa. Molto incautamente, questi iniziano a marciare verso i manifestanti e la folla si sente provocata. Segue un violento scontro e in pochi minuti sei carabinieri finiscono mandati in ospedale. Alle 14 i tre giovani arrestati sono liberati.

Cinque anni dopo mio padre avrebbe fatto la leva tra i carabinieri di Laives (BZ), e quando alla richiesta di un sottufficiale rispose di esser rovatese, questi gli disse: «brutta gente a Rovato, quante botte che ci hanno dato nel ‘74». Se le ricordava ancora…

Alberto Fossadri