Descrizione del candidato sindaco. 

Si presenti agli elettori

Sono Maurizio Festa, rovatese residente a Sant’Andrea. Lavoro a Rovato dove svolgo la mansione di macellaio. Ho una grande passione, che è l’informatica, tanto da aver aperto 7 anni fa una ditta che si occupa proprio di questo. Sto ricoprendo il ruolo di consigliere comunale al Comune di Rovato da cinque anni, durante i quali ho portato avanti una battaglia di buona amministrazione contro il Sindaco uscente Belotti, chiedendo anche controlli sul suo operato da parte della Prefettura e organi superiori. 

Quali sono i punti principali del Suo progetto politico e amministrativo?

Nessuna grande promessa. Solo la verità.

L’amministrazione attuale non è stata in grado di vincere bandi, di aiutare Rovato se non attingendo dalle tasche dei suoi cittadini. Il progetto politico della Liga è semplice e attuabile: sostegno alle famiglie e agli anziani attraverso politiche sociali mirate, sviluppo di attività per i giovani che risveglino in loro il senso civico, ristrutturazione dei beni comunali come ad esempio scuole e teatro attraverso l’accesso a bandi e concorsi, non solo di Regione Lombardia ma anche nazionali ed europei. Attenzione alla sicurezza e politiche di sostegno al lavoro. Evitare di far pagare ai rovatesi queste politiche ma gestendo al meglio il bilancio eliminare i costi e aumentare con fondo perduto gli introiti. Il nostro programma è presente sul sito www.listarovato.it

Il tema più sentito dai cittadini: sicurezza e immigrazione. Quali sono le politiche da seguire per migliorare la percezione di sicurezza nella vita quotidiana dei rovatesi?

Quando si parla di immigrazione a tutti si alzano i capelli in testa, nessuno o pochi però si sono accorti che in una casa del Lodetto sono stati inviati dal centro accoglienza alcuni immigrati durante l’amministrazione Belotti. 

Nessuno sa che il numero di stranieri in questi 5 anni di Belotti è aumentato, nonostante i suoi proclami. Tutte balle.

Non siamo contro gli stranieri assolutamente. Ci sono tante brave persone che lavorano, pagano le tasse ed è giusto che usufruiscano dei servizi comunali come parte attiva della nostra comunità. Siamo contro la delinquenza, di qualsiasi tipo e forma e svolta da chiunque. Ad esempio siamo contro chi affitta appartamenti facendosi pagare una certa cifra a persona e spesso sono italiani autoctoni. 

La sicurezza invece non è una percezione, o c’è o non c’è. In questi anni dove addirittura si sono uniti i comandi della polizia locale di Rovato e Cazzago, il numero degli agenti sul territorio è calato. 

Uno schiaffo ai rovatesi, mitigato dall’acquisto di telecamere attraverso un bando regionale, del quale addirittura Regione Lombardia ha chiesto il rimborso. Altro manrovescio per Rovato.

La sicurezza secondo noi passa dai controlli, giornalieri, assidui. Magari anche con l’ausilio di unità cinofile. Non dalle multe per divieto di sosta.

Qual è la sua strategia di sviluppo per quanto concerne il commercio e il turismo (pensiamo ad esempio a quello eno/gastro

nomico) a Rovato?

Lo sviluppo commerciale rovatese è un altro punto dolente di questi anni dove non è stato rinnovato nulla. Si è proseguito a “mangiare con la testa nel sacco”. Zero idee, zero svecchiamento. L’apporto di nuove realtà e di un programma di ripopolamento commerciale del centro e di formazione di nuove realtà nelle frazioni, è indubbiamente necessario per non far diventare il paese un dormitorio. Indubbiamente vanno inserite risorse da parte del Comune, sia attraverso lo sfruttamento di bandi e concorsi, sia tramite una rivisitazione dei capitolati di bilancio. Il turismo eno/gastronomico oggi è zoppicante e l’assenza di un assessore al commercio e turismo dedicato si è sentita. Brave le associazioni ma non bastano, occorre una figura dedicata e capace che senza far pesare le iniziative sul bilancio riesca a creare questo tipo di turismo. 

Cultura e Sport, anche da qui si può ripartire per superare l’emergenza Covid-19. Come secondo lei? 

Sicuramente la situazione post Covid per le attività sportive è stata devastante. Lo sport a Rovato non è particolarmente esaltato. Va bene i contributi alle associazioni, siamo d’accordo ma purché portino qualcosa ai cittadini rovatesi e qui è l’amministrazione che ancora una volta ha mancato di capacità e di iniziativa. Progetti sportivi nelle scuole ma anche in collaborazione con oratori, sarebbero un bello slancio sia per lo sport, sia per l’educazione giovanile. Sfruttare al meglio le risorse rovatesi introducendo anche altri sport minori a fini educativi, diventerebbe momento di comunità e di sviluppo di senso civico, che abbiamo visto mancare e che abbiamo riscoperto proprio durante il lockdown. 

Cogeme, Acque Bresciane, LGH e A2A quali le strategie del Comune di Rovato nel variegato mondo delle società multiservizi del territorio?

Strategie? Si sono rivelate attività di disintegrazione. Cogeme ha avuto un buco in questi anni di quasi quattro milioni di euro, ripianato da LGH e A2A. La nostra società è stata malamente venduta ad A2A, senza nemmeno un bando e su questo sono ancora aperte le indagini dell’Anti-Trust e degli organi competenti. Oggi ci troviamo con una Cogeme che non è più società del territorio ma si è trasformata in altro. Altro che attingere agli utili. E’ stata usata solo come poltronificio. Rovato ha delle quote cospicue in questa società e come amministrazione dovrebbe battere i pugni per cercare di ricavare un miglior servizio per i propri cittadini e maggiori entrate nel bilancio comunale come dividendi. 

Mauro Ferrari