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Tra pochi giorni torna, per la gioia dei bambini, Santa Lucia Stampa

Recita un vecchia filastrocca popolare: “Santa Lucia bella, dei bimbi sei la stella, e vai e vai e vai e non ti stanchi mai. Porti baiocchi e doni a tutti i bimbi buoni, e a quelli poverelli tu porti quei più belli”. Purtroppo a volte c’è la cruda realtà che si scontra con i pii sentimenti. Diceva Enzo Biagi: “Quando va in crisi la borsa, a farne i conti è poi quella della spesa”. Una volta alcuni bambini si chiedevano perché, passata Santa Lucia, dopo qualche giorno, misteriosamente non trovavano più i giocattoli ricevuti. E si domandavano perché assomigliassero così tanto a quelli dell’anno precedente. In periodi di crisi (non questo non lo sia, ma al termine si conferiscono accezioni differenti) c’era la liquirizia che veniva portata e i piccoli la gustavano con l’arancio. Ed era una festa. Ora riuscire a far mangiare la frutta è un’impresa parecchio ardua.
Santa Lucia cerca sempre di accontentare tutti e, a volte, concede anche quello che i desideri più ambiziosi non osano sperare.
Santa Lucia, che è anche protettrice degli occhi, è senz’altro più bella della lugubre befana. Ogni bambino la immagina come preferisce. Babbo Natale si impone con la sua stazza e con i suoi vestiti monotematici. Anche se, ultimamente, ci sono per la circolazione anche le “babbe”, dai colori più impensati, il verde, il blu. È anche la santa più amata dai bambini. Al secondo posto, in una ideale classifica, si collocherebbe Santa Apollonia, specializzata nelle mance in seguito alla caduta dei denti.
Santa Lucia ai bambini cattivi porta il carbone, che, se lo getta negli occhi, fa diventare ciechi. Oggi va di moda quello dolce, quasi si voglia imparare fin da giovanissimi il gusto per l’ironia della sorte e la capacità di relativizzare un po’ tutto. I genitori vedono cosa riescono a scrutare nel carretto di Santa Lucia e i bambini li incalzano: “Ma hai visto bene? Ce l’aveva quello? E quanti ne aveva, perché so che lo chiedono in tanti!”. I nonni, che sono pragmatici e conoscono i bisogni, preparano il fieno per l’asinello. Si scrive la letterina con disegno, e curiosi sono gli indirizzi apposti, il più noto: Santa Lucia, via del Paradiso, 13.
Molti le dedicano una preghiera sincera che, senz’altro, sarà accolta in paradiso dove ella, realmente, si trova. Nel veronese Santa Lucia si fa aiutare nella distribuzione dei giocattoli da un tale signor Gastaldo.
Una volta c’era l’usanza del trenino, ora anche i più giovani agognano il telefono cellulare.
In questi giorni Santa Lucia passa spesso e il suo campanello è ben avvertibile. Ormai quasi ci siamo: mancano pochi giorni al tredici dicembre, la notte più lunga che ci sia.
Matteo Salvatti


Leonardo
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