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Sapienza popolare dialettale: ecco i proverbi sul Natale Stampa

Sul Natale la sapienza popolare ha composto negli anni numerosi proverbi dialettali. Vediamone insieme qualcuno, scusandoci per la scrittura probabilmente non sempre corretta dei termini. Partiamo con uno dei più noti: “A nedal en pas den gal”, facilmente traducibile con “A Natale il passo di un gallo”. I giorni infatti iniziano ad allungarsi e a Natale possono essere così quantificati con questa originale unità di misura. Passiamo poi a: “Fin a Nedal fret el fa mia, Pasat el nedal, pasat apua el fret”, noto anche come: “Fino a Natale freddo non fa, passato Natale passato il freddo”. A livello psicologico era senz’altro una buon metodo per affrontare l’inverno. “Bel a Nedal, bret a Carneal”, bello a Natale, brutto a Carnevale, i pronostici non sbagliano, dello stesso sapore c’è anche: “Nedal en piasa, Pasqua en casa”, Natale in piazza (con bel tempo, dunque) e Pasqua costretti in casa per la ragione opposta. Andiamo avanti: “Sant'innocènt o sant'innocèntìn, finìc i festì, finic i quattrì”, cioè: “Santi innocenti, o santi innocentini, finite le feste, finiti i quattrini”. La festività dei santi innocenti o santi innocentini cade il 28 dicembre, data secondo la quale, purtroppo, oltre ad essere terminate le festività natalizie, si sono esauriti anche i beni economici. Proseguiamo con: “Nadal a casa dei tò, carneal a casa di màch, Pàscua endò ta sa n’batet”, Natale a casa dei tuoi, carnevale a casa dei matti, Pasqua dove ti imbatti. Nella versione italiana è celeberrimo il “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, il dialetto ha proposto un’aggiunta goliardica sul carnevale. Un proverbio che testimonia l’attaccamento delle nostre famiglie alla tradizione del presepio recita: “El presépe en casa a Nedàl per i scecc l’è un bèl regàl”, il presepio in casa, a Natale, è per i ragazzi un bel regalo, e anche, dunque, motivo di festa. Laconico e incisivo è invece il motto: “Sensa palanche a nedal sa sta mal”, a Natale, senza denaro, si sta male. So che i lettori stanno già pensando: anche gli altri giorni non son da meno! Un detto popolare molto simpatico sostiene: “ El dira mia da Nedal a San Steen”, ossia “Non dura da Natale a Santo Stefano”; si chiosa questa espressione in genere riguardo a certi gingilli, o a qualsiasi situazione di precarietà in cui appare imminente il disfacimento. Terminiamo la nostra carrellata con: “Santa Caterina liga le ache a la casina, ligale be, ligale mal, manca sempre en més a rià a Nedal”, Santa Caterina: lega le mucche nella stalla in cascina, legale bene, legale male, manca sempre un mese per giungere al Natale. La festività di Santa Caterina è appunto un mese prima del Natale. Sembra una proposizione banale, ma ha il suo significato nell’esplicitare il concetto che, comunque, ogni difficoltà viene appianata dal tempo.
Matteo Salvatti

Leonardo
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