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Intervista al maestro Gabrio Taglietti Stampa

Il musicista cremonese si racconta

Musicista, compositore, insegnante, promotore di eventi e di corsi musicali. Non è certamente una persona che ama starsene con le mani in mano il maestro di origine cremonese Gabrio Taglietti. Lo abbiamo incontrato durante una breve pausa dai suoi numerosi impegni di artista.
Maestro con quali parole descriverebbe il suo rapporto con la musica?
Di interrogazione continua. Ogni giorno mi chiedo che cosa può darmi la musica, ogni giorno mi chiedo in che modo posso servirla nel modo migliore. La composizione è la mia risposta alle domande che mi pongono le opere musicali che mi colpiscono, che amo, che ancora non capisco del tutto. Ma soprattutto mi serve per capire chi sono, per definirmi. E quindi è un rapporto in continuo mutamento.
Mi tolga una curiosità: chi o che cosa l’ha avvicinata al mondo delle sette note?
Due cose: lo stupore per la bellezza della musica e il desiderio di possederne il segreto. Ricordo ancora l'emozione provocata in me da mia madre che mi cantava “ Va' pensiero”. E poi il desiderio di poter controllare quell'emozione, avere il potere di evocarla: mi affascinava l'idea che un mio gesto potesse produrre un suono. Avevo sette anni: la fidanzata di mio fratello suonava il pianoforte e per la prima volta provai anch'io a mettere le mani sulla tastiera E fu allora che  i miei genitori mi proposero di studiare pianoforte e accettai con entusiasmo.
Quando ha capito che voleva diventare musicista di professione?
Verso i quindici anni ho cominciato a pensare di dedicarmi alla musica professionalmente, ma era ancora solo un sogno adolescenziale. Poi verso i vent'anni, quando i miei primi pezzi sono stati eseguiti e la musica che ne usciva mi piaceva, ho capito che valeva la pena continuare.
Chi considera suoi maestri?
Una persona decisiva nel mio rapporto con la musica è stata la mia insegnante di pianoforte, Mariagrazia Bertocchi; poi i maestri in senso stretto sono stati Davide Anzaghi e Giacomo Manzoni; Franco Donatoni è stato un altro fondamentale punto di riferimento, anche se non è mai stato ufficialmente mio insegnante.
Quali studi specifici ha affrontato?
Ho studiato pianoforte da privatista, e composizione al conservatorio di Milano.
Lei ha anche pubblicato delle opere...Vuole rinfrescarci meglio la memoria al riguardo?
Molte mie composizioni sono pubblicate da Ricordi, altre da Sonzogno, Stradivarius e RaiTrade.
Maestro lei è anche insegnante e promotore di diversi eventi a carattere musicale... Vuole rinfrescarci anche qui meglio al riguardo?
Insegno composizione al conservatorio di Mantova e insieme a Wim Janssen organizzo la rassegna concertistica Spazionovecento, una piccola stagione di concerti di musica contemporanea a Cremona.
Ultimissima domanda: quali consigli si sentirebbe di dare a un giovane che vuole seguire le sue orme?
Non seguire le mie orme: trovare il suo sentiero. Concretamente, gli direi di trovare comunque un lavoro che gli permetta di sbarcare il lunario e che gli lasci il tempo e soprattutto la disponibilità mentale per dedicarsi a un'attività creativa. E poi studiare seriamente, seguire le proprie curiosità, sognare molto e prepararsi a una dura lotta. Il vero problema non è avere talento: è resistere di fronte ai mille ostacoli che dovrà superare. Ma inventare qualcosa di nuovo, che prima non c'era, è una delle attività più belle e importanti per un essere umano!
Laura Gorini


Leonardo
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