Dal Convento della SS Annunciata
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Dal Convento della SS Annunciata
Sabato, 05 ottobre 2013


Pubblicato sull'edizione di: Rovato


Dal Convento della SS Annunciata

Ottobre 2013


Il mondo che Dio ama
Le scritture sacre ci parlano dell’uomo e del volto di Dio in esso custodito.
Tutti i racconti biblici ruotano attorno alle vicende lieti e oscure che caratterizzano
la sua permanenza millenaria sulla terra. L’azione divina s’intreccia
profondamente con il cammino degli uomini.
Il concilio Vaticano II, superando di slancio vecchi schemi e inutili polemiche,
nella costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium
et spes, fissa da subito un nuovo modo di stare fra gli uomini: “Le gioie e le
speranze… degli uomini d’oggi… sono quelle dei discepoli di Cristo e nulla vi è
di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. L’ispirazione biblica
è evidente, così come la volontà di rifarsi all’esempio di Gesù.
La chiesa si comprende come parte viva di questo mondo con il quale vuole
camminare fra riuscite e sventure alla trasformazione luminosa di tutte le cose
secondo il disegno divino. Non più ‘noi e gli altri’, ma un’unica famiglia
umana percorsa da fremiti di risveglio e di variazioni frammiste a lacerazioni e
ferite dolorose che toccano ogni essere. Suo compito è quello di “scrutare i segni
dei tempi e di interpretarli alla luce del vangelo”, come ebbe a scrivere papa
Giovanni nella sua Pacem in terris. Per riuscire in questo compito le comunità
cristiane devono uscire dal proprio mondo chiuso e immergersi nei mutamenti
sociali, psicologici, morali e religiosi del nostro tempo e condividere gli
angosciosi interrogativi e le nobili aspirazioni che l’attraversano. Prospettiva
entusiasmante e impegnativa che dona sapore e vitalità ai discepoli di Cristo.
Il pensiero del concilio si precisa ulteriormente quando afferma che “tutto
quanto esiste sulla terra deve essere riferito all’uomo, come a suo centro e a
suo vertice”. Ci si rifà qui al senso pieno dell’incarnazione del Verbo di Dio,
quale alleanza definitiva con l’umanità intera.
Così Dio ha amato il mondo,
da mandarci il Figlio suo,
ed è lui la nostra pasqua:
sacramento e sacrificio. (D. M. Turoldo).

 

 

Le parole del Papa diventano fatti
Non è necessario essere credenti per apprezzare le esortazioni che il Papa
rivolge ai giovani: non abbiate paura, abbiate il coraggio delle vostre idee,
andate controcorrente, siate onesti e generosi, aiutate chi è in difficoltà, non
sacrificate l’esistenza alla ricerca di potere e denaro, ma impegnatevi a perseguire
ciò che veramente conta, giustizia e pace.
Non è una novità rivolgere questi inviti ai giovani e anzi, quando si percepisce
un preoccupante stato di crisi materiale e spirituale, si moltiplicano,
oggi come ieri, gli appelli degli anziani ai giovani, dei controllori ai controllati.
Da loro ci si attende un rinnovamento nel modo di vivere e pensare che,
a quanto pare, non si potrebbe realizzare senza e tantomeno contro di loro.
La novità, nel caso delle parole dell’attuale Pontefice, sta nell’evidente sforzo
di trasmettere la coerenza tra ciò che dice e ciò che fa. Il suo insegnamento
è teorico-pratico e tanti suoi piccoli e grandi gesti sottolineano la volontà
di dare l’esempio in prima persona prima di chiedere ad altri un certo
comportamento: non fate quello che dico se io non sono il primo a farlo. Qualunque
adulto agisca in questo modo dimostra di sapere ciò che un ragazzo
vuole da un adulto. Chi vuole rivolgersi ai giovani con qualche speranza di
essere ascoltato e rispettato, dovrebbe ricordare quanta attenzione pre-stava,
da adolescente, alla coerenza degli adulti.
Si era subito capito che questo Papa aveva imboccato una vita impervia,
ma proprio per questo in grado di sollecitare la fantasia dei giovani, avventurosi
per definizione. Una folla di fedeli che avrebbe di certo applaudito e osannato
qualunque Pontefice fosse stato eletto, è rimasta per qualche secondo
attonita e stupefatta dalla forza straordinaria della semplicità. Di certo,
quelle prime parole hanno avuto l’effetto di un fiammifero in una polveriera.
Nei giorni successivi, sui giornali, in tv, per la strada, nelle case, le
espressioni più frequenti sono state, “umiltà”, “semplicità”, “vicinanza ai più
poveri e più deboli”, “sobrietà” e via dicendo. Mi sono chiesto: ma dove sono
finite le migliaia di arroganti, corrotti e prepotenti che ci hanno avvelenato
la vita in questi anni? La risposta è, tanto per cambiare, semplice: non sono
affatto scomparsi, ma il Papa ha dato speranza a tutti coloro che per anni
hanno subito le sopraffazioni di un mondo senza etica. E molti giovani questo
lo hanno apprezzato perché è quello che hanno sempre voluto da genitori,
insegnanti e leader politici.
Non sono quindi le parole, ma i pensieri tradotti in fatti che hanno la forza
di convincerci a cambiare. Di belle parole e buoni propositi ci rimpinziamo ogni
giorno. I parolai di successo, quelli dell’ “armiamoci e partite”, quelli che
parlano del futuro affinché chi li ascolta non presti attenzione al presente,
quelli che predicano senza sentire il dovere di dare l’esempio, ci distolgono
dalla lotta per cambiare il presente consegnandoci a un futuro di pura fantasia…
Fulvio Scaparro

 

Mistero di Dio, mistero dell’uomo: calandosi nel cuore dell’uomo, il cristiano
scopre la realtà misteriosa di Dio. Ogni essere umano creato è allora il vero
tempio in cui adorare Dio e rendergli il dovuto servizio. Nessuna condanna o
esclusione è ammessa. La sequela del Signore Gesù diventa la scoperta e il rispetto
di ogni volto di uomo, immagine del Dio invisibile. [ Francesco Geremia ]

 

Calendario del mese
6 ottobre:  XXVII domenica dell’anno
Liturgia: Abacuc 1, 2-3; 2,2-4; 2Tim 1, 6-8. 13-14; Luca 17, 5-10
13 ottobre:  XXVIII domenica dell’anno
Liturgia: 2Re 5, 14-17; 2Tim 2, 8-13; Luca 17, 11-19
20 ottobre:  XXIX domenica dell’anno Liturgia: Esodo 17, 8-13; 2Tim 3, 14 - 4,2; Luca 18, 1-8
25 ottobre:  beato Giovannangelo Porro, o.s.m.
27 ottobre:  XXX domenica dell’anno Liturgia: Sir 35, 15-17. 20-22; 2Tim 4, 6-8. 16-18; Luca 18, 9-14

 


Proposte e iniziative
I. CAMMINO DI FEDE PER FIDANZATI 2013-2014
Sabato 12 ottobre, ore 20.30:  Non è bene che l’uomo sia solo (Gen 2, 18)
Sabato 19 ottobre, ore 20.30:  Dov’è il tuo tesoro, là è il tuo cuore (Mt 6, 21)
II. GIORNATA DI SPIRITUALITÀ SERVITANA
Venerdì 25 ottobre, festa del b. Giovannangelo Porro, ore 18.00:
 Incontro di spiritualità - Celebrazione eucaristica - Cena fraterna
III È ANCORA POSSIBILE ESSERE VIRTUOSI?
Percorsi antropologici sull’arte di vivere
Lunedì 7/10/ 2013:  Prima delle cose ultime. Una morale che anticipa
il futuro (Raffaele Mantegazza) Lunedì 14/10/ 2013:  L’alterità come etica (Francesca Nodari)
Lunedì 21/10/2013:  La questione del rinnovamento (Roberta De Monticelli)
Mercoledì 30/10/2013:  L’obbedienza non è più una virtù? (Vito Mancuso)
IV. LECTIO DIVINA
Venerdì 4 ottobre riprende la celebrazione della Lectio Divina.
V. ASSEMBLEA ALLARGATA
Giovedì 10 ottobre, ore 20,30: incontro della comunità con gli Amici del Convento
per avviare il progetto di una associazione per la gestione condivisa delle
attività del convento. La proposta, redatta da un gruppo di amici, si può così
riassumere. «Vogliamo che il convento continui ad essere crocevia spirituale e culturale sul
territorio proponendo - oltre la proposta religiosa normale di celebrazioni e della
preghiera - conferenze, lectio divina, concerti e rappresentazioni teatrali, incontri
di preparazione al matrimonio, ospitalità e accoglienza di singoli e di gruppi.
In quest’ottica i laici propongono ai Frati di condividere un percorso volto alla
costituzione di una associazione che possa meglio coordinare e organizzare le
esperienze già in essere e che consenta lo sviluppo di nuove attività e servizi». Sarà presente p. Stefano Bordignon, nostro Consigliere di riferimento presso il
Consiglio della Provincia Veneta dei Servi.








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